
Vittorio Feltri comincia con piagnucolamenti corposi: ma come, Panorama offre la notizia esclusiva del Complotto contro Silvio Berlusconi organizzato da Magistrati, Politici, Giornalisti e finalizzato dalla Escort D’Addario, e tutti gli altri media minimizzano? Il Direttore del Giornale non ci sta. Ma come, quelli invece che indagare sulla congiura papale, invece che “contribuire a battere la pista nella speranza di arrivare alla verità“, fanno finta di niente, eccepiscono, sminuiscono lo scoop?
Quesito legittimo, per l’amor di Dio, è che ultimamente i Genital Organ di Arcore, soprattutto certi quotidiani e programmi televisivi, sono incappati in una serie di spiacevoli situazioni, per cui dar loro fiducia risulta assai difficile. La loro credibilità è purtroppo compromessa, e non solo perchè scavano in maniera unidirezionale (a quando uno scoop su Dell’Utri?). C’è molto altro, c’è del marcio. Pedinamento di Giudici dal calzino azzurro, Decapitazione di Colleghi Giornalisti mediante utilizzo di documenti falsi, minacce ad alte cariche dello Stato (“occhio a quel vecchio dossier”, vedi Fini), quotidiano discredito, quotidiana delegittimazione di professionisti dell’informazione con pastoni di materiale vero e finto, di allusioni, di curiose letture dei fatti, vedi Santoro, vedi Augias, vedi Mauro, vedi la Mussolini. E non solo, sembra che questa cosa della D’Addario sia l’ennesima bufala manipolata ad hoc, ma nessun complotto.
E ancora una parolina sul verbo “contribuire“. Forse mi sarà sfuggito, ma non ho mai visto Vittorio Feltri “contribuire a battere la pista” quando quotidiani come Repubblica, il Corriere, Il Fatto, l’Unità scrivevano su Berlusconi, Mangano, Dell’Utri, Cosentino, quando scavavano nella putrescenza di destra, tra corruzione, mafia, criminalità, appalti, rifiuti, televisioni. Anzi, l’imperativo era ed è quello di “sotterrare”, “distruggere”, “insabbiare” ogni notizia che possa in qualche modo danneggiare una certa parte politica. Pensate: Il Giornale i colleghi (de L’Espresso, quindi non sono colleghi) cercava persino di incastrarli, di fotterli, altrochè “contribuire“, e per questo ci sarà un processo.
“Suscita amarezza constatare che i solisti della penna debbano lavorare in un clima ostile e di diffidenza montato per rendere difficile il loro compito“. Feltri si riferisce ai colleghi di Panorama, e andrebbe benissimo se fosse vero, e sarebbe tutto bello, tutto giusto, tutto corretto, se non fosse lui a scriverlo. Lui, che darebbe la mano destra per poter infamare a dovere un collega sgradito al Sommo, lui, che ha intimidito, che è ricorso alla minaccia velata e alla minaccia esplicita, lui, che continua a dare spazio ad un ex-spia radiata dall’albo perchè al soldo dei servizi segreti, che chissà quante ne ha combinate, che chissà quante notizie false ha rigurgitato. “Clima ostile“, scrive Feltri, già, ricordate come invece lui generasse amore anche ai tempi di Libero?
“Più che alle notizie si pensa a chi giovino e a chi diano fastidio. E così il giornalismo non incardinato sui poteri politici ne esce avvilito, quasi debba vergognarsi“. E direi di chiudere così, perchè non è uno scherzo, perchè parla sul serio.
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